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Marcia per la Pace sul fronte della Guerra 1915-18

Per una settimana, da lunedì 7 a venerdì 11 settembre 2020, alcuni dei nostri membri hanno percorso una parte del Sentiero della Pace, che segue per 650 km il fronte italiano (alpino) della Prima Guerra Mondiale. Lì, tra il 1915 e il 1918 si scontrarono l’esercito italiano e quello austro-ungarico. Il percorso scelto si trova nelle Prealpi vicentine, nei pressi di Rovereto e del lago di Garda.

Lo scopo era scoprire proprio sui luoghi della Grande Guerra la dura realtà di un conflitto combattuto sulle montagne, che fece più di un milione di vittime tra gli eserciti dei due Paesi.

Ciò che ci ha più colpiti sono stati gli sforzi sovrumani fatti dai soldati delle due parti per stabilire il fronte in una guerra di trincea a delle altezze dove la montagna e le intemperie stagionali sfidano la natura umana. Da qui, infatti, deriva anche il nome di «Guerra bianca».

Le salite e le discese del Sentiero della Pace sono tuttora impressionanti e a tratti molto ripide. Le segnalazioni e i pannelli didattici aiutano a comprendere meglio quanto fossero fisicamente vicini i soldati nemici, che poi si uccidevano a vicenda.

I numerosi fili spinati, gli ossari e ciò che resta delle fortificazioni sono i muti testimoni che ci hanno fatto rivivere e immaginare la realtà di questo fronte situato a grandi altitudini, unico nel suo genere in Europa (la quasi totalità del tratto che abbiamo percorso si trovava tra 1.400 e 2.300 m sul livello del mare).

L’esperienza della nebbia ad alta quota ci ha fatto comprendere fino a che punto gli inverni fossero i primi nemici dei soldati. Infatti, centinaia di soldati non furono in grado di raggiungere i rifugi e morirono sepolti nelle tempeste di neve.

L’esperienza in prima persona è stata molto forte e non può essere trasmessa allo stesso modo attraverso i libri o virtualmente. Sul Sentiero della Pace ci si rende conto velocemente fino a che punto la guerra abbia disumanizzato i soldati. I morti, spesso, venivano sepolti in cimiteri di montagna improvvisati.

Al contempo, la vista magnifica dall’alto e lo splendido paesaggio contrastano con la cruda e disumana realtà della Grande Guerra. L’orrore e l’assurdità della guerra ci sono apparsi in tutta la loro forza sul monte Pasubio, dove nel corso di un’offensiva austro-ungarica morirono in un solo giorno 2.800 soldati italiani. A seguito dell’esplosione di una cima, il cosiddetto «dente italiano», morirono in seguito altri 500 soldati.

L’ultimo giorno abbiamo visitato il ricco e documentato Museo della Grande Guerra a Rovereto, detta anche «Città della Pace». La sera stessa abbiamo ascoltato i 100 rintocchi della Campana della Pace (del peso 22 tonnellate), situata sulle alture della città. Dal lunedì al sabato alle 21.30 e la domenica anche a mezzogiorno il suono di questa campana ricorda che la Pace è un bene da difendere e preservare. La campana è stata fusa il 30 ottobre 1924 con il bronzo dei cannoni donati dai Paesi che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale. L’anno successivo, il 24 maggio 1925, fu “battezzata” con il nome di Maria Dolens. Ora i suoi rintocchi ricordano e onorano i morti di tutte le guerre e invitano alla pace tutti i Paesi del mondo.

Le foto scattate lungo il cammino saranno utilizzate per realizzare un Calendario per il 2021 (disponibile da novembre sul nostro sito e presso i membri del comitato dell’Associazione).

I ricavi della vendita del calendario saranno destinati a finanziare la borsa di studio di un giovane ucraino che ha lasciato la sua città natale occupata dai separatisti filo-russi, i quali, con la loro russificazione imposta e l’impoverimento della popolazione, impediscono il proseguimento degli studi riconosciuti in Ucraina. Per questo motivo, a settembre lo studente inizierà i suoi studi all’Università di Kharkiv nell’Ucraina libera.

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