Azioni di sostegno

Nuovo appello a sostenere Lev Borodin

Sabato 17 et domenica 18 agosto, siamo stati al Santuario San Pasquale Baylòn a Ostra Vetere nelle Marche, dove in tutte le messe abbiamo ringraziato tutta la comunità per le offerte dell’anno passato che hanno permesso a Lev Borodin di frequentare il primo anno di studi informatici all’università di Kyiv. Abbiamo di nuovo spiegato i motivi che ci spingono, in quanto associazione “Ad pacem servandam”, ad aiutare questo giovane. Lev ha scritto una lettera alla comunità nella quale ringrazia con tutto il cuore tutti quelli che lo sostengono. Alcuni passaggi della lettera sono stati citati durante le messe.
Con l’accordo e il sostegno dei padri francescani del Santuario, abbiamo rinnovato il nostro appello a sostenere Lev, rifugiato da Donetsk a Kyiv, e finanziare gli studi universitari del prossimo anno accademico. Grazie al nostro appello abbiamo riscosso la somma di 1065 €.

Azioni di sostegno

Novità di due studenti ucraini i cui studi sosteniamo grazie a donazioni

Due studenti che attualmente sosteniamo in Ucraina grazie alle donazioni hanno superato con successo l’anno universitario 2018-2019.

La prima è Susanna Aksenkova, che sosteniamo dal 2016. Susanna è una studentessa assidua e dotata, che ha terminato i suoi studi secondari a Kramators’k con il massimo dei voti. A causa della guerra è dovuta fuggire da Horlivka (attualmente occupata) con la madre. Grazie ai nostri aiuti, Susanna ha la possibilità di proseguire i suoi studi di medicina e di coltivare il suo sogno di diventare medico. Grazie ai nostri doni, noi possiamo pagare l’affitto della camera di Susanna a Charkiv e comprare i libri di cui ha bisogno.

Ecco un estratto della lettera che ci ha recentemente inviato:
“Buongiorno.
Ho superato molto bene i miei esami della sessione estiva. Io sto bene.
Vorrei ringraziarvi molto per il vostro aiuto finanziario. Senza quel denaro non avrei la possibilità di seguire le conferenze scientifiche e pratiche e i seminari della mia disciplina. Grazie al vostro aiuto posso pagare per la pubblicazione dei miei articoli di ricerca e anche coprire le spese di viaggio quando mi devo spostare in altre città per partecipare ad altre conferenze. Inoltre, posso procurarmi tutti i manuali necessari per i miei studi universitari. Durante le vacanze estive resterò a Charkiv e lavorerò nella clinica universitaria. Recentemente sono diventata membro dell’associazione di studenti ucraini Ingenius e insieme agli altri componenti organizziamo seminari tenuti da medici per un pubblico di studenti. Il prossimo seminario si terrà a settembre.
Grazie al vostro aiuto posso unire i miei studi a tutte queste attività. Ringrazio tutti coloro i quali mi sostengono con i loro doni. Auguro a tutti buona salute e buon riposo durante le vacanze estive.
Susanna, 25 luglio 2019.”

Potete leggere tutta la storia di Susanna qui .

 

Da settembre 2018 sosteniamo anche Lev Borodin, un giovane studente di informatica, la cui famiglia è profuga interna di Donec’k. Il suo caso ci è stato comunicato dalla Caritas dell’Ucraina. La famiglia russo-ucraina di Lev è dovuta fuggire da Donec’k, anche a causa della loro appartenenza alla Chiesa greco-cattolica.

Irina, la madre di Lev, ci ha scritto in una lettera:
“Non abbiamo voluto credere all’eventualità di una guerra fino all’ultimo momento. Abbiamo partecipato alle azioni di protesta pacifica, alla maratona di preghiera, che aveva riunito persone di differenti confessioni religiose in un momento di preghiera per la pace. Ma questo non è servito a niente. A Donec’k sono arrivati uomini armati stranieri che hanno lanciato pietre e Molotov sui manifestanti pacifici. Poco dopo ci sono state delle fucilate vicino alla scuola, l’aeroporto di Donezk è stato bombardato e la chiesa greco-cattolica della nostra parrocchia è stata distrutta. Allora abbiamo preso la decisione di fuggire provvisoriamente, nella speranza di ritornare presto, quando ci sarà di nuovo la pace.”

Però finora non è stato il caso. La famiglia è fuggita verso Dnipro, dove hanno sofferto la discriminazione. Hanno dovuto cambiare tre volte abitazione. Il padre della famiglia non ha trovato lavoro fino a ora, se non qualche piccolo lavoro occasionale. Lo stato di salute di Lev, che soffre di una patologia tiroidea autoimmune congenita, è peggiorato durante la fuga. Ha dovuto prendere dei dosaggi ormonali di volta in volta maggiori. Inoltre, soffre di cifosi. Questo comporta per la famiglia delle importanti spese in medicine, analisi e kinesiterapie.
Lev ha conseguito il diploma nel 2018 e voleva diventare informatico. Il costo dei suoi studi era purtroppo troppo elevato per la sua famiglia. Abbiamo deciso, nell’estate del 2018, di sostenere gli studi di Lev pagandogli la tassa d’iscrizione all’università e l’affitto del suo alloggio.

Nella sua ultima lettera, Lev ci ha scritto:
“Vorrei ringraziare vivamente tutti quelli che hanno fatto delle donazioni per me. Questo denaro mi ha permesso di studiare per un anno intero all’università di Kiev. Ho imparato molto per il mio futuro lavoro. In inverno abbiamo avuto anche uno stage, nel quale ho potuto mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite e nel quale ho potuto elaborare un progetto per la protezione dell’ambiente. Mi piace molto studiare a Kiev, dove ho trovato numerosi nuovi amici. Senza il vostro aiuto tutto questo non sarebbe stato possibile. Vi ringrazio moltissimo.
Lev Borodin, 23 luglio 2019.”

Potete leggere tutta la storia di Lev qui .

Azioni di sostegno

Marcia per la Pace

Da questo giovedì 25 luglio, Anselmo Malvetti, membro della nostra associazione, ha iniziato la sua marcia per la pace nell’Ucraina dell’est. Dal 2014 si svolge in quella parte d’Europa una guerra oggi poco conosciuta e che i media europei non trattano nelle loro notizie.

Anselmo conosce l’Ucraina per esserci stato nel 2013, un anno prima dello scoppio della guerra, per portare un aiuto umanitario a un orfanotrofio a Čerkasy, città situata nella parte centrale dell’Ucraina.

 

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Durante quel viaggio ha anche visitato insieme ai suoi amici la Crimea ucraina, annessa dalla Russia nel 2014 mentre il popolo ucraino manifestava nel Majdan, nella capitale, la sua volontà di volgersi verso l’Europa e non verso l’Asia.

In quanto studente e cittadino europeo, Anselmo ha capito che il popolo ucraino ha bisogno del sostegno dell’Europa nel suo cammino verso uno stato indipendente e non sottomesso alla Russia. In quanto pacifista, mostra la sua solidarietà con le vittime innocenti di quella guerra.

Invita tutti gli interessati a raggiungerlo per qualche giorno di marcia per la pace in un paesaggio magnifico. Tutti coloro che vogliono sostenerlo nella sua impresa possono fare un dono a favore di vittime di quella guerra in Ucraina e che sosteniamo nel rifare la loro vita.

Questo dono può essere fatto via bonifico bancario sul conto corrente IBAN LU28 0099 7800 0064 0276 (CCRALULL) con la causale: Marcia per la Pace Anselmo Malvetti

Potete seguire la marcia di Anselmo connettendovi su Instagram @eefalt.photography oppure su Facebook @eefaltontour

Per conoscere meglio la motivazione che spinge Anselmo a intraprendere questa azione di solidarietà, potete leggere la sua intervista sul Tageblatt del 19 luglio (in lingua tedesca).

Tageblatt 19_07_2019

 

Media / Interviste

Graffiti – trasmissione per giovani su Radio ARA: Il museo “Guerre et Paix” (Novion-Porcien, Francia); Marcia per la pace di Anselmo Malvetti

Il 17 luglio 2019, durante la trasmissione “Graffiti” sulle onde di Radio ARA, Max Bartholmé e Anselmo Malvetti, attuale studente e ex-studente del Lycée de Garçons d’Esch-sur-Alzette (Lussemburgo) e entrambi membri della nostra associazione, hanno raccontato le loro impressioni della visita del 6 luglio al museo “Guerre et Paix” a Novion-Porcien, nei pressi di Sedan nelle Ardenne francesi. Nella seconda parte della trasmissione, Anselmo ha spiegato l’itinerario e le motivazioni del cammino che farà quest’estate, dal lago di Ginevra fino al Mediterraneo, a favore delle vittime della guerra nell’est dell’Ucraina. La regia della trasmissione è stata affidata a Adrien Ries, la conduzione a Claude Pantaleoni.

Cliccate qui per leggere il contenuto della trasmissione.
 

Ciò che ha colpito di più Max e Anselmo è l’aspetto didattico chiaro e facilmente comprensibile della visita guidata. Viene spiegato bene perché e come sono legate tra loro le tre grandi guerre del 1870, del 1914-18 e del 1939-45. Le varie tappe del percorso all’interno del museo illustrano gli attori principali che portarono alle guerre e, soprattutto, come i soldati muoiono per delle cause nazionali e nazionalistiche che vengono dettate loro o che sono costretti a difendere fino alla morte. Per le tre guerre, il museo si focalizza innanzitutto sulle principali nazioni nemiche, francese e tedesca. Ma soprattutto, a loro è piaciuto il museo perché vuole mostrare quanto le popolazioni delle Ardenne francesi hanno sofferto durante quelle tre guerre.

I giovani insistono sul fatto che il museo mostra bene i cambiamenti nell’arte di fare la guerra, come nel caso delle suddette guerre, che si svilupparono in Europa nell’arco di settant’anni (tra il 1870 e il 1945): ad esempio, si notano i cambiamenti delle uniformi, le innovazioni delle armi, l’importanza degli spostamenti motorizzati, la propaganda e la fabbricazione industriale delle armi.

Ogni volta, le frustrazioni dei vinti spingeranno questi ultimi a cercare vendetta e a recuperare territori persi nella guerra precedente. La visita del museo aiuta a capire il legame tra quei tre conflitti maggiori nella cosiddetta Grande Regione (un’area geografica che include il Saarland, la Renania-Palatinato, la Lorena, il Lussemburgo, la Vallonia).

Nell’ultima parte della trasmissione, Anselmo Malvetti spiega il suo progetto di compiere un cammino per la pace da fine luglio a fine agosto 2019. Avendo scoperto recentemente il piacere di fotografare bei paesaggi e di sentirsi libero camminando sulle montagne, Anselmo ha deciso di unire l’utile al dilettevole. Ecco perché vuole camminare dal lago di Ginevra fino alle sponde del Mediterraneo. Vuole dimostrare anche che ci sono giovani che non possono farlo, perché il loro paese è in guerra oppure occupato militarmente, come è il caso nell’Ucraina dell’est. Le migliori foto che scatterà durante il cammino per la pace serviranno per fare un calendario che sarà venduto a fine anno a favore delle vittime della guerra nell’Ucraina dell’est. Ognuno può seguire Anselmo nel suo percorso connettendosi su Instagram (eefalt@photography) o su Facebook (@eefaltontour).

 

 

Media / Interviste

È possibile una nuova guerra in Europa?

Robert Goebbels, membro del partito operaio socialista lussemburghese, ex-ministro lussemburghese e membro del Parlamento Europeo per 15 anni, è stato l’invitato della trasmissione “Graffiti” del 23 maggio 2019 su Radio ARA. L’intervista è stata condotta da Charel Schmitz, studente al Lycée de Garçons d’Esch-sur-Alzette. Lo studente Bob Wagener ha assicurato la parte tecnica. I due studenti sono anche membri della nostra associazione che opera per la Pace e contro la guerra in Europa. L’invito del politico è stato fatto a seguito della lettura di due articoli pubblicati sul Tageblatt nel 2018 e nel 2019, nei quali Goebbels prevede un futuro politico difficile per la vita degli europei. Inoltre, spiega anche i vari problemi politici e sociali che possono condurre a una nuova guerra in Europa e/o a un nuovo conflitto mondiale.

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Per Robert Goebbels è improbabile che oggi le nazioni dell’Unione Europea si facciano la guerra. La UE è il frutto degli sforzi intrapresi dopo la Seconda Guerra Mondiale per formare un progetto di pace europeo. È una conquista da difendere e da preservare. Però, secondo l’ex-eurodeputato, questioni importanti come la finanza o l’entrata in guerra di un Paese della UE restano nelle competenze dei singoli stati. La UE non può interferire su questi affari importanti. Inoltre, ogni pace non si può fare in Europa senza l’accordo e la collaborazione del Parlamento Europeo, nel quale i grandi partiti politici si devono mettere d’accordo.

Goebbels ripete a più riprese durante l’intervista che nota oggi situazioni analoghe al tempo che precedeva le due Guerre mondiali, soprattutto la Prima. Come al tempo della morte del principe ereditario dell’Impero austro-ungarico nel 1914, Goebbels ritiene che un incidente del genere sia ancora possibile e che possa scatenare un nuovo conflitto. Al contrario, secondo lui sarebbe escluso un attacco militare di un Paese europeo verso un altro.

L’Europa strappata a est

Interrogato sul significato di una frase di uno dei suoi due articoli «la Prima guerra mondiale non è ancora vinta», Goebbels spiega che cosa significa che l’umanità, fino a oggi, non ha ancora stabilito una vera pace sulla terra. Vede anche «rinascere» l’antico antagonismo che opponeva il blocco sovietico al mondo occidentale, mentre con la caduta del Muro di Berlino il mondo occidentale credeva che fosse ricucita la frattura che divideva l’Europa in due campi contrapposti. È questo il caso della Polonia e dell’Ungheria che privilegiano i propri interessi economici e puramente nazionalisti (ad esempio, approfittare della manna pecuniaria della UE) alle spese di una politica solidale e sociale nello spirito dell’Unione Europea. Per Goebbels è un ritorno alla situazione del XIX secolo, quando gli Stati-nazione si confrontavano. Tuttavia, il caso più allarmante è quello del Regno Unito, che ha deciso di lasciare la UE con la Brexit. Goebbels vede in questa UE solo muri contro le «leggi» che giganti economici come Google, Microsoft, ecc. vorrebbero dettare ai popoli europei. Solo la UE sarebbe capace di esigere e di imporre delle regole di buona condotta. L’invitato rimarca dunque il proprio disaccordo con tutti i partiti politici che vorrebbero un’Europa delle nazioni e dei nazionalismi. Questa Europa porterebbe a delle nuove guerre, come ha ben osservato François Mitterrand, ex presidente francese. Donare tutto il potere a Salvini o a Orban non è la via da seguire. L’Europa deve poter parlare a una sola voce, anche per ciò che riguarda le nuove migrazioni e i rifugiati delle guerre, che devono poter beneficiare della nostra solidarietà europea. Durante gli anni che hanno seguito la Seconda guerra mondiale, l’Europa è riuscita a integrare 25 milioni di immigrati. Perché non dovrebbe riuscire ora a integrarne un milione?

Disinteresse democratico – nuova guerra

Robert Goebbels vede un’altra minaccia per la pace in Europa nel disinteresse di molti europei per andare a votare e prendere posizione sulle questioni che li riguardano. Un terzo dei britannici non ha votato per la Brexit e questo non è una buona evoluzione per la democrazia in Europa. Ma questo disinteresse di molti europei è anche il risultato di uomini e donne della politica che non sanno parlare agli elettori e alle elettrici di ciò che li riguarda.

Interrogato sull’occupazione dei territori della Georgia, della Moldavia e dell’Ucraina, da parte della Russia di Putin, Goebbels ritiene che sia un riflesso della difesa di questi paesi autocrati davanti all’avanzata della NATO nei Paesi dell’Europa dell’est.

In conclusione, la pace non si può mantenere in Europa se non si ha il rispetto delle libertà degli uni e degli altri. L’acquisto di molte armi in Europa, oggi, non è un bene, perché questo potrà portare a dei conflitti militari. Secondo Goebbels, se ci dovesse essere una Terza guerra mondiale, questa si svolgerà nel cyberspazio, nello spazio (guerra tra satelliti) o sul fondo del mare, con la distruzione delle fibre che veicolano tutte le informazioni che fanno girare la nostra economia. Allora sarà la fine della nostra civilizzazione.